Libere anche qui è una campagna sul consenso digitale e sul contrasto alla violenza di genere online.
Nasce dall’incontro tra attiviste, realtà femministe, centri antiviolenza e persone che vogliono trasformare la rabbia in azione politica e culturale.
La campagna è promossa da Valeria Campagna, Anna Frattini, Lucrezia Iurlaro, Giulia Pelucchi e Laura Sparavigna, con il supporto della rete di amministratrici e amministratori di TiCandido, dell’associazione Tocca a Noi e con il contributo di Casa Internazionale delle Donne, D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza e di Giulia Blasi, Martina Carone, Ilaria Dondi, Barbara Leda Kenny, Azzurra Rinaldi, Vanessa Roghi e Silvia Semenzin.
Questa campagna nasce dalla storia di Valeria e di centinaia di donne e ragazze che hanno scoperto che le loro fotografie erano state pubblicate senza consenso in siti e gruppi sessisti.
La violenza digitale non è un’eccezione. È una forma strutturale di violenza di genere.
Succede online, ma produce effetti reali: meno libertà, meno voce, meno partecipazione.
Per questo abbiamo scelto di trasformare l’indignazione in cambiamento culturale e politico.
Perché il digitale non è un altrove. È uno spazio reale, pubblico e quotidiano, dove si costruiscono relazioni, identità, possibilità. E dove, troppo spesso, si esercitano controllo, molestie e violenza. Per questo diciamo una cosa semplice: la nostra libertà passa anche da qui.